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Irraggiamento

Quando si entra in un ambiente riscaldato per irraggiamento si prova una sensazione di benessere che è quasi difficile descrivere, ma che comunque si basa su elementi scientifici ben definiti.

Attraverso l'irraggiamento si possono riscaldare ambienti anche con soffitti molto alti garantendo una minima differenza di temperatura tra soffitto e pavimento.

 Il nostro corpo disperde la maggior parte del calore per irraggiamento e qualora la fonte di riscaldamento sia della stessa tipologia, l'acquisizione di calore risulta più diretta ed immediata.

La pietra ollare assolve in pieno questo compito propagando nell’ambiente circostante il calore sotto forma di raggi infrarossi con lunghezza d’onda dolce e gradevole.

Il calore per irraggiamento non usa l’aria per la sua propagazione, ma solo onde elettromagnetiche che  colpiscono i corpi e gli oggetti solidi, una parte delle quali viene riflessa e la restante viene assorbita mettendo in moto le molecole, provocando così il riscaldamento. L’aria circostante viene poi riscaldata per convezione  a basse temperature contribuendo all’innalzamento della temperatura dell’ambiente stesso.

Un esempio banale di irraggiamento è quello che avviene tra il sole e la terra il quale viene amplificato nelle giornate invernali, durante le quali proviamo sensazioni di benessere alla sola esposizione al sole anche se la temperatura dell’aria rimane bassa.

Il calore della pietra ollare ci riscalda piacevolmente ed in modo omogeneo, mantenendo la temperatura dell’aria più fresca e con il giusto grado di umidità, quindi più respirabile, senza movimentazione di polveri e di cariche batteriche evitando così squilibri termici anche di 5-8°C tra pavimento e soffitto (l’aria calda essendo più leggera tende a salire) rispetto ai normali impianti di riscaldamento a convezione.

Le onde elettromagnetiche infrarosse contribuiscono anche a migliorare la circolazione del sangue e vengono utilizzate in medicina sportiva per lenire i dolori muscolari ed in chirurgia plastica per la cicatrizzazione dei tessuti.

Naturalmente anche altri materiali utilizzati per la costruzione di stufe quali: la ghisa, l’acciaio ed il refrattario emettono calore radiante però con altre lunghezze d’onda molto irruente (infrarosso prossimo) e con la semplice differenza che, non possono irraggiare calore per lunga durata (se non alimentando i focolari continuamente con combustibile), in quanto non sono in grado di assorbire grandi quantità di calore e di restituirlo per lunghi periodi (8-12 ore) come la steatite.

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