Ormai è a quasi a tutti noto che l'impiego del pellet quale combustibile per il riscaldamento delle nostre abitazioni, oltre a farci risparmiare economicamente rispetto ai combustibili fossili (gas, gasolio, gpl) non è responsabile dell'inquinamento atmosferico in quanto l'anidride carbonica emessa in combustione risulta neutra.
Se però analizziamo bene la filiera produttiva del pellet ci accorgiamo che per trasformare la segatura e gli scarti di legno per produrre il pellet si devono impiegare:
(dati ricavati dai siti europei del pellet www.pelletcenter.info e www.pelletsatlas.info).
Per produrre l'energia elettrica si immettono in atmosfera circa 530 g di CO2 (anidride carbonica) per ogni kWhe, mentre per il trasporto si emettono circa 700 g di CO2 per kWh.
Pertanto fatte le debite conversioni delle unità di misura:
Ancora prima di consumare il combustibile comprando un sacchetto di pellet abbiamo già inquinato!
Facendo un semplice conteggio, ipotizzando di utilizzare 1 di sacchetto di pellet al giorno e considerando un impiego in zona climatica “E” per 180 giorni di riscaldamento:
Se invece si vuole quantificare l'aumento di CO2 per ogni kW di riscaldamento prodotto, sulla base dei dati sopra riportati considerando un PCI (Potere Calorifico Inferiore) del pellet di 4,9 kW/kg ed un rendimento medio del 85% si ha:
Ultima osservazione, ma non di poco conto, il pellet viene venduto in sacchi di nylon che oltre ad inquinare per essere prodotti devono essere smaltiti.
Alla luce di quanto su relazionato è legittimo chiedersi se e quanto sia ecologico riscaldarsi con il pellet rispetto alla legna.
La legna risulta sempre il combustibile meno inquinante ed a tutti gli effetti il più economico.